17 agosto 2013

Il compagno italiano tratto in stato di fermo ieri durante la manifestazione settimanale del venerdì di Al MA’sara, nei pressi di Betlemme, è stato rilasciato oggi, mentre il compagno basco ha passato l’intera giornata in una stazione di polizia nei pressi di Hebron. Successivamente è stato trasferito presso la stazione di polizia aeroportuale di Ben Gurion-Tel Aviv Jaffa, dove aspetta di essere deportato in Spagna.
Queste sono ad ora le notizie ufficiali che abbiamo dall’avvocato che ha seguito il caso.
Seguiranno aggiornamenti.

Sempre a fianco del popolo palestinese, contro il sionismo, contro l’occupazione e il terrorismo di stato israeliano.

Libertà per Igor
Igor askatu
con la palestina nel cuore
Shebab del summer camp ad Aida

 

Comunicato di solidarietà a Igor

100_7676Venerdì 16 agosto abbiamo partecipato alla manifestazione settimanale del villaggio di al Ma’sara, protestando in maniera pacifica per la libertà e l’indipendenza della Palestina occupata.

L’esercito israeliano ha risposto immediatamente con estrema violenza, picchiando ed arrestando due nostri compagni, che, bendati ed ammanettati, sono stati portati prima nella stazione di polizia della colonia israeliana di Efrat, e poi trasferiti alla prigione di Kyriat Arba, nei pressi di Hebron.

Dopo 24 ore il nostro compagno italiano è stato rilasciato con un foglio di via della durata di 15 giorni che gli vieta la permanenza nell’intera West Bank, a parte la città di Betlemme. Il compagno basco, invece, prima dello scadere del termine delle 24 ore è stato trattenuto ulteriormente con l’accusa infondata di resistenza e violenza nei confronti dei soldati dell’esercito israeliano.
Ieri mattina è stato trasferito alla stazione di polizia di Ramla, nei pressi dell’areoporto Ben Gurion di Tel Aviv, e tuttora non abbiamo ricevuto notizie certe sulla sua condizione fisica e legale. Nel pomeriggio l’avvocato che segue il suo caso ci ha riferito che il compagno sarebbe stato deportato in Spagna con il primo volo disponibile, ma ancora oggi è trattenuto presso la polizia dell’aeroporto e non sappiamo quando e come dovrà partire.
Siamo molto preoccupati per il nostro compagno perchè ora come ora è in balia della polizia di uno Stato che non rispetta nessuna legge e nemmeno i diritti umani ne’ dei cittadini palestinesi ne’ di quelli internazionali, rendendo la situazione più difficile sia per lui che per noi che stiamo cercando di aiutarlo in qualsiasi modo possibile.
Per mettere fine a questa situazione dobbiamo impegnarci affinchè l’occupazione israeliana della Palestina finisca, e affinchè tutti boicottino uno Stato terrorista e assassino che vive al di sopra delle leggi.

Liberi tutte – liberi subito
contro il sionismo, fino alla vittoria.

Shebab dell’Aida camp di Betlemme