I tamburi di guerra per noi non suoneranno

giu_le_mani_dalla_siria Dopo la Libia di Gheddafi, ora è la Siria di Bashar al Assad che deve cadere.

In uno scacchiere internazionale in una fase di profonda transizione, attraversato da un nuovo assetto dei rapporti di forza, è nel mondo arabo ed in Medioriente che si sta affrontando la partita decisiva.

Da una parte i “cani da guardia” delle potenze imperialiste, guidati dall’Arabia Saudita, impegnati nella difesa della propria egemonia e degli interessi neocoloniali dietro la maschera di un islam politico reazionario e fascista; dall’altra vi è un blocco resistente, dove l’Iran, il Libano di Hezbollah, il popolo palestinese e ciò che rimane della Siria (dopo la “neutralizzazione” dell’Iraq ba’athista) lottano ancora per l’indipendenza e l’autonomia degli stati arabi, e per arginare l’arroganza sionista dello Stato d’Israele.

In questo quadro, gli Stati Uniti, annunciando una guerra lampo e una serie di ultimatum nei confronti di Assad, lanciano il sasso e ritirano la mano, tentennando per la perdita di terreno del proprio strapotere egemonico, minacciato anche dall’avanzare di nuove forze in campo, prima fra tutte la Russia. Nonostante la tipica baldanza americana da “paladini dei diritti umani”, lo stesso Obama è consapevole del fatto che un attacco diretto alla Siria – anche con la copertura della fedele Inghilterra o della Francia – significherebbe non un nuovo Iraq, né un nuovo Afghanistan, ma la Terza Guerra Mondiale.

Oramai anche per i media più organici alle segreterie di stato occidentali è diventato difficile dissimulare l’opportunistica contraddittorietà di chi si appella all’ONU in nome dei diritti umani, e poi non ascolta nemmeno il parere dei suoi osservatori, o di un presidente premio Nobel per la pace che intende “ripristinare la libertà e la democrazia” con le bombe e con la guerra.

In tutto questo il popolo siriano non è stato niente di più che carne da macello o strumento da campagna elettorale, ed è esattamente dalla sua parte che ci vogliamo schierare: contro quella formazione di servizi infiltrati al soldo degli USA e dell’Arabia Saudita che è l’Esercito Libero Siriano, e contro ogni intervento imperialista e guerrafondaio ai danni dell’indipendenza e dell’integrità della Siria.

NO ALLA GUERRA!

DALLA PARTE DEL POPOLO SIRIANO E DI CHI RESISTE!

Gruppo Azione Palestina – Parma

 

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