PER RICORDARE SABRA E CHATILA

sabrachatilaLayla Shahid e Jean Genet in un’intervista del 1983 sui fatti di Sabra e Chatila
 

L. S.: Nel rapporto della Commissione Kahan, un soldato ha raccontato di come ha vomitato quando un falangista che aveva preso un bambino proprio davanti agli occhi di un israeliano gli ha detto “lo porto all’ospedale”, l’ha preso e poi l’ha squartato. E questo soldato ha detto “ho vomitato”. Ma vomitare non è un atto.
Per me il vero riconoscimento è quello che viene dall’individuo e fa sì che tu non sia più pronto ad accettare che si faccia a un essere umano palestinese ciò che non sarebbe mai fatto a un essere umano ebreo o cristiano, israeliano od occidentale. Questo è un riconoscimento reale. Ma se il riconoscimento si limita a un trattato firmato alle Nazioni Unite non ha grande valore. In Occidente, si è fatta una gran cosa della Commissione Kahan e delle manifestazioni di 400.000 persone, a Tel Aviv, che rivendicavano una commissione d’inchiesta dopo i massacri di Sabra e Chatila, manifestazioni organizzate da Peace Now. E ogni occasione è buona per ricordarci che questa è la prova della democrazia israeliana. A mio parare – e sono d’accordo con Jean – manifestazione e rapporto fanno entrambi parte del massacro. E’ quasi la messa in scena di una rappresentazione teatrale il cui soggetto è il massacro, ma il copione sono il resoconto di Kahan e la manifestazione. Non che io metta in dubbio la buona fede dei manifestanti, ma voglio dire che una volta fatta la manifestazione, il cittadino israeliano si è sentito il cuore tranquillo. Il suo esercito, non bisogna dimenticarlo, costituito in maggior parte di riservisti, quindi di cittadini – non si può dire che l’esercito non li riguarda, perchè ciascuno è potenzialmente l’esercito, potenzialmente soldato -, l’esercito ha compiuto un massacro, io ho manifestato, e che non mi si secchi, ho fatto il mio dovere. Ma ho manifestato per un’ora. E questo ti ha dato il privilegio di farti chiamare cittadino di una grande democrazia, per il solo fatto di aver manifestato. E l’indomani si continuano ad annettere territori, ad espellerne gli abitanti, a distruggere le abitazioni, e torturare persone nelle galere israeliane, a non considerare i 5.000 prigionieri politici di Ansar come prigionieri di guerra. E tu, che cosa fai nel frattempo? Tu non fai niente. La tua coscienza è tranquilla. Hai manifestato, e non fai più niente adesso. E’ il dramma perchè l’Occidente crede in questa falsa pratica della democrazia. E coloro che pagano il prezzo reale, sono i palestinesi. Perchè si è rinfrescata l’immagine di Israele, dopo l’inchiesta di Kahan. E dopo che i responsabili hanno ottenuto – Sharon stesso, dopo che tutti ne hanno riconosciuto la responsabilità ha ottenuto un ministero, senza portafoglio, è vero, ma è restato ministro. Si è sostituito Begin che, sotto il mandato britannico, era a capo di un gruppo terrorista denominato Irgun. E’ stato rimpiazzato da un vecchio capo terrorista come Shamir. Che cosa è dunque realmente cambiato dopo le manifestazioni? Dopo l’inchiesta? Assolutamente nulla. Ci si è presi gioco di noi. Ci si è presi gioco dell’Occidente che ha apprezzato e che ha acconsentito alla messa in scena, alla commedia.

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