PARMA CONDANNA ISRAELE! il volantino

Qui sotto il volantino distribuito durante il Presidio pro-palestinese tenuto sotto il comune di Parma giovedì 24 luglio 2014, convocato per fare pressioni sul Consiglio Comunale che in contemporanea discuteva un ordine del giorno di condanna verso Israele.

Risultato raggiunto!

La nostra città ha preso posizione, ora passiamo ai fatti!

Il massacro e l’occupazione continuano, continuiamo a lottare!

 

volantino

 

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PARMA CONDANNA ISRAELE! CON GAZA E CON LA PALESTINA INTERA!

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PARMA SI OPPONE ALL’AGGRESSIONE ISRAELIANA SU GAZA!

IL CONSIGLIO COMUNALE DICHIARA LA SUA OPPOSIZIONE AL MASSACRO!

Giovedì 24 luglio il Gruppo d’Azione per la Palestina con la Comunità Palestinese ha organizzato un presidio sotto il Comune di Parma, per fare pressione al Consiglio Comunale che in contemporanea votava un mozione di condanna all’offensiva israeliana su Gaza.

Più di centocinquanta persone per tutto il pomeriggio hanno manifestato in maniera determinata e rumorosa la loro opposizione al regime israeliano, alla criminale aggressione di Gaza e all’occupazione che da 66 anni insanguina la Palestina; palestinesi, arabi, italiani, tutti uniti per dichiarare il proprio sostegno al popolo palestinese e alla sua resistenza.

Primo caso in Italia, il Consiglio Comunale di Parma ha approvato una mozione di condanna dell’offensiva sionista sulla Striscia di Gaza, evidenziando la barbara uccisione di massa di civili palestinesi, indiscriminatamente massacrati sotto le bombe sioniste, che, dobbiamo ricordare, vengono sganciate da caccia bombardieri che il nostro governo, tra altri, fornisce allo Stato di Israele.

Di fronte all’evidenza di questo tentativo di genocidio e alla pressione di tutti i militanti filo-palestinesi il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità la mozione di condanna dell’attacco sionista e di supporto alla popolazione di Gaza, vittima dell’ennesima aggressione, finalizzata alla pulizia etnica della Palestina.

Nessuno deve rimanere indifferente di fronte all’occupazione e al massacro!

Sosteniamo il popolo palestinese e la sua resistenza!

Che ogni città faccia esprimere chi li rappresenta!

Palestina vincerà!

 

 

 

THE CITY OF PARMA TAKES POSITION AGAINST ISRAEL!

THE CITY COUNCIL DECLARES ITS OPPOSITION TO THE CARNAGE OF GAZA!

Yesterday, 24th July 2014, the GAP (Group of Action for Palestine) and the Palestinian Community organized a sit in under the Municipality of Parma, for put pressure on the Municipality Assembly that in the same time was discussing a motion against the Israeli attack to the Gaza Strip population.

More than 150 persons for all the evening demonstrated their oppostion to the Israelian regime, to the infamous aggression to Gaza and to the occupation that until 1948 blood-stained Palestine; palestinians, arabs and italian together declared their support to the people and to the resistance of the arab population of Palestine.

First in Italy, the Municipality council of Parma voted for a motion of condemnation of the Zionist aggression to the Gaza Strip, stressing the civilians indiscriminate killing under the Israelian bombs that, we must underline, fall down from bomb-fighters that our government, with others, sells to the Israelian government.

In the front of this genocides attemps and of the pressure of the pro Palestinian militants the Council unanimously approved the motion, condamning the Israelian war and occupation, both oriented to the ethnic cleasing of the Palestinian land.

Silence is complicity!

Let’s support the Palestinian people!

Palestine will win!

بلديه بارما تعترض على العدوان الاسرائلي في غزة
يوم الخميس 24.7.2014 ، الجالية العربيه الفلسطينية في بارما با لتعاون مع ناشطين ايطالين نظمت مظاهرة بجانب البلديه ،للضغط على المجلس الذي كان يناقش في نفس الوقت مسألة معاقبة العدوان الصهيوني على غزة
أكثر من 200 شخص على مدار كل الظهر تظاهر في وقفة تضامنية ورفع شعارات نصرة لأهالي غزة الذين يتعرضون للقصف والعدوان الاسرائيلي المستمر، ووضح وجهة نظره إتجاه القضية الفلسطينية
عرب ايطالين , توحدو للإعلان عن التضامن مع الشعب الفلسطيني والمقاومه
أول حاله في إيطاليا، صوتت البلدية على ادانة العدوان الصهيوني على فلسطين ومعاقبتها على المجازر المرتكبه إتجاه الشعب الفلسطيني وقررت رفع العلم الفلسطيني مع باقي أعلام الأتحاد الأوروبي
كلنا نقف وقفة رجل واحد ضد الكيان الصهيوني
ننتظر من كل المدن أن تعبر عن رأيها في نفس الشكل
إلى الأمام والكفاح الثوري مستمر
تحيا فلسطين

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La Palestina è sotto attacco! PRESIDIO DI SOLIDARIETA’

poster

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Con la Palestina nel cuore… contro il sionismo!

DSCF7178Con la Palestina nel cuore…

Contrastare il sionismo significa sostenere la lotta di liberazione palestinese!

 

Ieri, giovedì primo maggio, il Gruppo d’Azione per la Palestina con i suoi militanti e molti compagni vicini alla causa palestinese ha contestato la presenza di Raiz, cantante degli Almamegretta, al concerto organizzato alla Fattoria di Vigheffio.

Abbiamo deciso di contestare la sua presenza in quanto Raiz ha a più riprese e pubblicamente sostenuto il sionismo e le politiche israeliane, firmando appelli e supportando iniziative politiche insieme a personaggi inqualificabili come Giuliano Ferrara, Fiamma Nirenstein, Roberto Saviano e il criminale di guerra Benjamin Netanyahu.

Ha pubblicamente difeso l’occupazione militare della Palestina, arrivando a mettere sullo stesso piano i palestinesi e gli israeliani ( che strana par condicio…); in sostanza si è schierato dalla parte degli oppressori di un popolo intero, e per questo non siamo rimasti indifferenti alla sua presenza.

Con le nostre bandiere, il nostro striscione, e svariate centinaia di volantini abbiamo voluto spiegare a tutti i presenti le posizioni di Raiz a sostegno dello stato di apartheid israeliano e della sua ideologia fondativa, il sionismo, in nome del quale si sta attuando la pulizia etnica della Palestina.

In maniera determinata e ben visibile abbiamo ricordato a tutti che l’ideologia sionista dal 1948 ha portato all’uccisione di almeno due milioni di arabi, ha costretto ad una vita da profughi sei milioni di palestinesi, ha costruito nella Palestina occupata una società di segregazione razziale, profondamente militarizzata e razzista, costringendo così ad una vita sotto occupazione milioni di arabi palestinesi.

Siamo soddisfatti dell’esito dell’azione, sia per la buona risposta dei presenti (in molti si sono uniti alla contestazione) sia per il livello di informazione che abbiamo portato avanti (il materiale che abbiamo distribuito è disponibile qui, mentre qua trovate il dibattito tra il CAU di Napoli e Raiz).

 

 

Noi stiamo col popolo palestinese- Intifada fino alla vittoria!

Contestiamo i sostenitori dello stato sionista! Boicottiamo Israele!

 

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Sosteniamo i partigiani palestinesi nella loro lotta di liberazione! Contestiamo i sostenitori del sionismo!

10313356_760644893965972_8079127642424211757_nCome ogni 25 aprile il Gruppo d’Azione per la Palestina coi suoi militanti e simpatizzanti ha portato in piazza le sue bandiere, i suoi striscioni e le sue rivendicazioni, tutte a sostegno della lotta di liberazione nazionale palestinese contro l’occupazione israeliana.

Come ogni anno abbiamo ricordato che alcuni popoli non hanno ancora raggiunto la loro liberazione, e si trovano oppressi da regimi razzisti, militari e dittatoriali; lo slogan “i popoli in rivolta scrivono la storia intifada fino alla vittoria” per noi si trova in continuità con la resistenza italiana, che armi in pugno sconfisse gli occupanti nazisti e i loro servi fascisti.

La continuità sta nei valori di queste lotte (libertà, giustizia sociale, fine dell’occupazione e dello sfruttamento) e nella nostra maniera di intendere la giornata del 25 aprile: non una asettica commemorazione, ma un momento in cui collegare passato, presente e futuro, mettendo in luce le lotte e le mobilitazioni che oggi tengono alti i valori della resistenza antifascista.

Sul corteo cittadino non possiamo che dirci soddisfatti: abbiamo marciato con i nostri compagni arabi, con gli occupanti di case, con i collettivi studenteschi, con i gruppi rivoluzionari, dando vita ad uno spezzone determinato e rumoroso che si apriva con lo striscione “Contro l’Europa del Capitale Liberazione Internazionale” (chi infatti oggi più rappresenta precarietà, attacchi alle classi popolari, privatizzazioni e guerra? )

Purtroppo in altre città si sono verificati altri eventi, di diversa portata ed esito, su cui è necessario fare luce e chiarezza.

A Roma il corteo del venticinque aprile è stato macchiato da svariate aggressioni, compiute da membri della Comunità Ebraica Romana, ai danni di militanti filopalestinesi, colpevoli di sventolare la loro bandiera.

I sionisti hanno insultato e malmenato alcuni anziani manifestanti, mentre altri sventolavano la bandiera israeliana, simbolo dell’occupazione sionista e dello stato di apartheid che Israele impone militarmente ai palestinesi.

L’intervento della polizia all’interno del corteo di fatto ha permesso ai sionisti di farvi parte, mentre i sostenitori della causa palestinese sono stati circondati da un cordone di finanzieri, chiaramente rivolti verso gli aggrediti e non verso gli aggressori.

Purtroppo questa dinamica non è nuova: sono infatti molti i casi di aggressioni, pestaggi, intimidazioni, compiute da membri della Comunità Ebraica Romana contro attivisti e militanti nella più completa impunità: episodi squadristi su cui le forze dell’ordine chiudono sempre gli occhi, lasciando questi sionisti liberi di aggredire chiunque non la pensi come loro.

Fortunatamente buona parte del corteo romano ha preso le parti dei compagni palestinesi, ingrossando il loro spezzone e contestando (e di fatto rendendo impossibile) l’intervento dal palco del presidente della Comunità Ebraica Romana Riccado Pacifici.

Evidentemente botte e intimidazioni non hanno raggiunto il loro effetto, e di questo ci rallegriamo.

Un episodio simile si è verificato, come oramai consuetudine, anche a Milano dove i soliti provocatori sionisti sventolando fieri la propria bandiera israeliana hanno insultato e tentato di aggredire il presidio indetto dai militanti filopalestinesi in piazza San Babila, i quali cercavano di denunciare il contraddittorio sionista all’interno del corteo del 25 aprile. Dopo momenti di tensione il presidio ha visto la solidarietà di molti sostenitori che hanno contestato la presenza vistosa delle bandiere israeliane e l’arroganza della Comunità Ebraica locale.

Ricordiamo che alcune comunità ebraiche italiane, ed in particolare quelle di Roma e di Milano, protagoniste dei fatti sopracitati, sono ben lontane dall’essere associazioni puramente religiose, rappresentanti dell’intero ebraismo italiano; se così fosse dovrebbero dare voce anche a quegli ebrei ( assai numerosi) che sono critici nei confronti di Israele, invece di espellerli dalle loro comunità e marchiarli coll’epiteto di traditori ( ad esempio Moni Ovadia, ebreo antisionista, è stato espulso dalla Comunità Ebraica di Milano a causa del suo dissenso sulle politiche israeliane).

Al contrario spesso diventano il portavoce d’Israele, eterni difensori dello stato sionista e della segregazione razziale imposta agli arabi; diventano portavoci del sionismo, ideologia razzista e suprematista, fondamento dello stato di Israele e della sua società d’apartheid che per non implodere ha bisogno di check point, galere piene di arabi, muri alti otto metri e una costante paranoia tra la popolazione.

Per quanto ci riguarda ribadiamo anche oggi due concetti fondamentali: la questione religiosa non ci interessa, guardiamo al cuore del problema: il sionismo ( e non il giudaismo), rappresenta il nemico da combattere, in quanto, come il fascismo, non si basa sull’uguaglianza tra gli uomini ma sulla lor differenza ( e quindi superiorità o inferiorità); la lotta di liberazione araba palestinese è la punta più avanzata nella battaglia contro questa ideologia becera e razzista, in nome della quale da 66 anni la Palestina viene occupata e al suo popolo è negata l’autodeterminazione e la libertà.

In base a ciò non possiamo che prendere decisamente parola e contestare ogni personaggio pubblico che si faccia sostenitore del sionismo, dipingendolo come un ideologia positiva o addirittura salvifica.

Noi stiamo con i partigiani palestinesi – intifada fino alla vittoria!

Contestiamo i sostenitori dello stato sionista! Boicottiamo Israele!

 

 

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“Per me, la Palestina è il paradiso”

“Per me, la Palestina è il paradiso”
Un’intervista esclusiva con Leila Khaled
(giovedì 3 aprile 2014)

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Frank Barat per LMADO: Come stai Leila? Cosa fai attualmente ad Amman?

Leila Khaled: Sto bene da quando sono parte della lotta per la libertà, per il nostro diritto al ritorno e per uno Stato indipendente con Gerusalemme come capitale. So che questo non succederà in un futuro troppo vicino, ma sto lottando nonostante tutto. Qui ad Amman sono capo del dipartimento per i rifugiati ed il Diritto al Ritorno del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP).

LMADO: Tu sei una rifugiata palestinese, una dei sei milioni. Pensi ancora che tornerai un giorno? E cosa pensi delle condizioni dei rifugiati Palestinesi in Libano, ai quali sono negati i diritti più basilari e che ancora oggi a volte sono criticati per i loro tentativi di migliorare le loro vite in Libano, come se questo potesse compromettere il loro diritto al ritorno in Palestina?

LK: I Palestinesi sono stati distribuiti in diversi paesi. Ogni paese ha avuto un impatto sulle persone che vivono lì. I Palestinesi in Libano, negli anni ’70 e ’80, fino al 1982, hanno aiutato la lotta armata, che a sua volta ha aiutato a difendere la rivoluzione. Israele ha attaccato ed invaso continuamente, ed ha anche occupato una parte del paese. Dopo il 1982, la missione principale dei Palestinesi fu quella di ottenere il riconoscimento dei propri diritti, civili e sociali, dei quali sono stati privati in Libano. Questo permetterà loro di essere impegnati nella lotta per il diritto al ritorno. I Palestinesi in generale considerano il Diritto al Ritorno come un concetto ed una cultura. Ogni Palestinese ti dirà che lotta per i proprio diritti civili e sociali, ma ciò significa che si sta preparando per il ritorno. Le due cose sono inseparabili. Continue reading

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Campo estivo “Amal al-Mustaqbal” 2014

1378536_10202269841853688_738944656_n“Amal Al-Mustaqbal”

Campo profughi di Aida, Betlemme, Palestina

9-23 agosto 2014

Anche quest’anno il Gruppo di Azione per la Palestina organizza e promuove un campo estivo di lavoro presso il centro culturale “Amal al-Mustaqbal” (“speranza nel futuro”) nel campo profughi di Aida, Betlemme.

Il campo profughi di Aida è circondato dal muro dell’apartheid e gli abitanti del campo subiscono continui attacchi e aggressioni da parte dell’esercito sionista. Importante è quindi la presenza di solidali che possano collaborare e sostenere gli abitanti  attraverso l’esperienza del campo estivo.

Le mattine saranno dedicate alle attività di centro estivo con i bambini del campo (dai 3 agli 11 anni); le attività pomeridiane saranno invece rivolte ad acquisire consapevolezza riguardo la questione palestinese, a conoscere e vivere in prima persona la realtà dell’occupazione, la vita quotidiana in Palestina ma anche la grandezza di una cultura diversa dalla nostra e di un popolo che da più di sessant’anni ha fatto della sua esistenza una Resistenza.

ATTIVITA’

  • centro estivo mattutino (ore 8,00-13,00) con i bambini del campo profughi: attività ludiche, culturali, artistiche
  • escursione di due giorni alla città di Nablus ed al vicino villaggio di Kufr Kaddum
  • escursioni ai villaggi di at-Twani e Khrbet Zakarea (vicino alla colonia di Gush Etzion)
  • gite pomeridiane alle città di Hebron e Gerusalemme est
  • incontro con i prigionieri politici e personalità politiche palestinesi
  • lavori manuali e organizzazione di attività all’interno del centro (manutenzione degli spazi, proiezione di film e documentari, organizzazione di momenti assembleari su specifici temi)
  • attività all’interno del campo profughi di Aida (incontri con le famiglie e con gli abitanti, murales…)

INFORMAZIONI PER I VOLONTARI IN PARTENZA

  • la quota di iscrizione è di 300 euro (da versare all’arrivo a Betlemme): sono inclusi l’alloggio ed i pasti
  • le spese del viaggio sono a carico dei volontari che provvederanno autonomamente ad acquistare il biglietto aereo: è necessario avere un passaporto valido, possibilmente senza timbri di paesi arabi (per evitare lunghi interrogatori all’ingresso in Israele)
  • bisogna portare l’occorrente per dormire (sacco a pelo…)
  • non sono richieste competenze specifiche, solo buona volontà e spirito di adattamento. La conoscenza dell’inglese è consigliata ma non è obbligatoria

Per mandare la propria candidatura vi invitiamo a scriverci all’indirizzo gap.parma@gmail.com allegando la scheda informativa da compilare che potete scaricare qui. Contattateci anche per qualsiasi tipo di informazione e chiarimento!

Una volta chiuse le iscrizioni (30 maggio) verrà organizzata a Parma una giornata di training il 2 giugno 2014 per preparare tutte e tutti alla partenza.

Con la Palestina nel cuore, fino alla vittoria!

Gruppo Azione Palestina

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Aida Camp resiste!

BASE AIDAweb

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30 marzo: giornata della terra palestinese boicottiamo Israele!

Fino all’ultima pietra, fino all’ultimo ulivo

0430_pppaLa Giornata della Terra, يوم الأرض, ricorda ogni anno il 30 marzo 1976, quando lo stato sionista di Israele inviò l’esercito in tre villaggi della Galilea per reprimere le manifestazioni palestinesi contro il sequestro di enormi quantità di terreno. Il bilancio fu di sette morti e decine di feriti.
Oggi, dopo 38 anni, la belva dell’occupazione sionista è ancora affamata di terra di Palestina, e ancora oggi sono gli omicidi, le espulsioni, la distruzione delle case e la rapina delle risorse naturali a guidare la politica israeliana, con l’ asssenso internazionale. Avere la terra significa esistere, rubarla significa negare l’esistenza dell’altro: la “guerra per la sopravvivenza” della propaganda israeliana non è altro che un tentativo di pulizia etnica.
Anche in Italia ogni giorno vediamo come proteggere la nostra terra da speculatori, capitalisti e guerrafondai sia fondamentale per ribadire ciò che siamo e piantare e far crescere i semi dei valori in cui crediamo. Dal TAV in Val di Susa al Muos di Niscemi agli uliveti della Cisgiordania occupata si resiste fino all’ultima pietra e fino all’ultimo albero, complici e solidali con chi lotta, affrontando uniti i responsabili della mercificazione selvaggia della terra e delle nostre vite.

Da anni l’appuntamento del 30 marzo è anche un’occasione per rilanciare l’enorme e fondamentale lavoro del BDS (Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni), che su scala mondiale promuove il boicottaggio di Israele ad ogni livello: economico, culturale, accademico, scientifico… Dal 2 dicembre 2013 l’Italia ha ratificato la sua già proficua collaborazione con lo stato sionista, ad esempio con la compagnia idrica Mekorot, condannata perchè in violazione delle norme internazionali in protezione dei territori occupati.
Per tutti questi motivi, invitiamo tutti i sostenitori della causa palestinese (singoli, gruppi, associazioni) in tutta Italia ad organizzare in questa giornata qualsiasi tipo di evento o di azione che miri a boicottare lo stato di Israele nei supermercati, nelle università, negli ospedali, negli istituti di ricerca. Non vogliamo boicottare solo merci e saperi ma, tramite loro, denunciare e attaccare direttamente l’occupazione militare della Palestina, lo stillicidio della sua popolazione e l’immagine universalmente accettata di Israele come “unica democrazia del Medio Oriente”.

No justice no peace,
boicottiamo Israele!

Gruppi d’Azione per la Palestina (Parma, Milano, Torino)

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Assemblea sulla situazione in Palestina Sabato 25 Gennaio 2013

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